fianna, spirito celtico

Il suono dell'arpa non ferma il tempo, lo ricrea. Non fissa le bugie folkloriche dei territori, ma le filtra e le fa rivivere. Nella mia visione il suono acustico deve provenire nello stesso tempo da estremamente lontano (deve quindi essere un segno remoto) e da assai vicino (dall'interno, dal cuore). È l'equilibrio tra queste parti a definire un passaggio nei secoli; anzi l'arpa, strumento presente già in Mesopotamia, seziona i millenni. Da tempo collego la ricerca sulle dinamiche temporali delle sonorità romantiche con la riflessione sulle dinamiche spaziali: ho selezionato e studiato brani tradizionali celtici, riportando alla luce tutto quanto fa intuire il baratro celtico, lo spazio spirituale aperto sul vuoto, affiancato a sonorità "di corte", affini a contemporanee esperienze francesi. La cultura celtica offre del materiale davvero sorprendente e dolcissimo al tempo stesso.Dal vivo ripropongo questa eredità culturale insulare e fluttuante con particolare attenzione alle melodie, senza cancellare la parte ritmica, la marcia militare- "bellica" che a volte affiora.
chiara
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